RITRATTI DI STORIA
Mostra personale di SABINO MATTA
3-18 giugno 2022
MUSEO IRPINO
COMPLESSO MONUMENTALE CARCERE BORBONICO
AVELLINO
Dal Martedì al Sabato
h. 9-13 16-19
Ingresso libero e gratuito
Venerdì 3 giugno alle ore 17, Sabino Matta, pittore e scultore irpino, inaugura la sua prima mostra personale dal titolo “Ritratti di storia”, presso le sale espositive del Museo Irpino, nella splendida cornice del Complesso Monumentale Carcere Borbonico di Avellino.
Il progetto prevede una prima tappa nella città irpina per poi approdare in altre località e musei nazionali per promuovere una riflessione sull’arte e sulla percezione della storia moderna.
«Ho realizzato questo progetto per dare lustro ai grandi maestri della letteratura, del cinema, della moda, della politica della musica e dell’arte, dai quali ho tratto insegnamenti. Ho scelto il ritratto perché rappresenta per me la massima espressione pittorica che un’artista può realizzare, cercando di cogliere l’anima attraverso la mimica facciale caratteristica dei personaggi», ha affermato Matta.
Prendono così vita oltre cinquanta ritratti di personaggi celebri che hanno avuto un ruolo determinante nella società contemporanea, riaffiorando dall'”Archivio della memoria”, e con loro riemerge un passato prossimo che non può cadere nell’oblio perché parte costituente del nostro futuro. Le icone del XX secolo diventano, infatti, per Sabino Matta un’istantanea del percorso culturale del mondo contemporaneo, un modo per non perdersi e per non perdere la cognizione del tempo. Fissando su tela e su carta le immagini del nostro presente, prova a rievocarne la storia e la memoria attraverso un linguaggio apparentemente semplice, che nasconde una stratigrafia culturale e sentimentale celata tra velature di colori e tecniche miste ad inchiostro.
È il colore il vero protagonista del progetto grafico di Matta. I pigmenti stesi a larghe campiture, il gioco di chiaro-scuro, l’alternanza di pieni e vuoti, inducono a riflettere sulla sua complessa applicazione che, allo stesso tempo, cela e disvela l’immagine. Il metodo operativo utilizzato da Matta lascia trasparire non solo una grande capacità tecnica ma anche un analitico processo critico che spinge l’artista alla costruzione del suo caratteristico testo pittorico. I ritratti chiari e riconoscibili si mostrano così allo spettatore come tempi e luoghi della memoria, emozioni passate e presenti, in un ricordo eterno che è anche senso di appartenenza ad una società e ad una nazione.
L’evento, “Ritratti di storia”, nato con il patrocinio morale della Regione Campania, della Provincia di Avellino e del Comune di Serino è gratuito e, per l’occasione, sono state predisposte visite guidate per studenti, atte a promuovere “arte e conoscenza”.
Biografia
Sabino Matta (Avellino, 23 maggio 1978) abita a Serino, paese natale dei celebri artisti Francesco Solimena e Simon Rodia, si avvicina all’arte fin da bambino e, visitando mostre e musei, viene in contatto con le opere italiane ed europee dal rinascimento ai nostri giorni, rimanendo particolarmente colpito dalle immagini figurative fortemente realistiche ed espressive. Frequenta l’istituto d’arte P.A. De Luca (oggi Liceo artistico) e, con i professori Giovanni Spiniello, Giovanni Di Nenna e Antonio Ambrosone, riceve i primi rudimenti artistici che lo spingeranno ad iscriversi all’Accademia di Belle arti a Napoli e a seguire i corsi per un biennio. Qui ha modo di approfondire il suo rapporto con il disegno e il colore e di sperimentare un linguaggio autonomo, in cui l’elemento centrale del suo studio e dei suoi interessi convergerà verso la figura umana. L’indagine, in tal proposito, lo spingerà a realizzare le prime opere che appaiono dichiaratamente ispirate al cubismo, dove dal disfacimento del piano, realizzato attraverso tagli geometrici di colore, riemergono, come icone evocate, immagini. Attraverso tale linguaggio figurativo vengono indagate anche tradizioni antropologiche locali, in uno stretto dialogo tra centro e periferia, dove il colore riesce a rendere la gioia e l’allegria delle “mascherate” irpine, della tradizione carnevalesca. L’osservazione dal vero sarà determinate per le successive riflessioni sulla natura e sui borghi storici e, traendo ispirazione proprio dal suo territorio serinese di origine, Matta realizzerà paesaggi (reali e fantastici) e nature morte, che ricorreranno in tutte le fasi della sua ricerca pittorica, segnando anche la trasformazione e la maturità del linguaggio stilistico.
L’oscillazione tra resistenze realistiche e dimensioni fantastiche determina inoltre un’indagine sui movimenti artistici della storia dell’arte, dalle Avanguardie Storiche del primo Novecento all’arte concettuale, dalle quali Matta trae ispirazione per forgiare ed arricchire il suo personale linguaggio, ricco di sperimentalismi e contaminazioni che rendono il suo lavoro originale e riconoscibile. Nei lavori del 2006 sono chiare le influenze della pittura metafisica, in cui la descrizione di una realtà apparente comunica un senso di mistero, descrivendo una realtà parallela in cui commistioni di luci e colori fluttuanti, ricordando una danza di suoni e suggestioni, tipica dell’astrattismo geometrico.
Le divagazioni fantastiche si ridimensionano nell’osservazione della società delle immagini, in cui ognuno viene travolto da continui stimoli visivi. Matta riflette accuratamente sulla percezione della storia moderna e il suo percorso analitico, attraverso la storia dell’arte, trova nuove analogie con il recente passato, così l’artista fa dei rudimenti dell’arte Pop gli strumenti adatti a descrivere la sollecitissima società dei consumi che scrive e riscrive la storia dimenticando ripetutamente sé stessa. Le icone del XX secolo diventano, infatti, per Sabino Matta un’istantanea del percorso culturale del mondo contemporaneo, un modo per non perdersi e per non perdere la cognizione del tempo. Fissando su tela e su carta le immagini del nostro presente, prova a rievocarne la storia e la memoria attraverso un linguaggio apparentemente semplice che nasconde una stratigrafia intellettuale celata tra velature di colori e tecniche miste ad inchiostro.
Prendono così vita i personaggi illustri che hanno avuto un ruolo determinante nella società contemporanea riaffiorando dall’“Archivio della memoria”, ed ecco comparire icone Jazz, star del cinema, atleti, musicisti e ritratti di grandi artisti che evocano un passato prossimo che non può cadere nell’oblio perché parte costituente del nostro futuro. Sebbene il colore abbia un ruolo fondamentale nella sua ricerca artistica, Matta riserva ad alcune riflessioni un progetto grafico preciso, che disvela e rivela l’immagine, attraverso tecniche miste, pigmenti stesi a larghe campiture, chiaro-scuro, pieni e vuoti. Tale metodo operativo rivela non solo una grande capacità tecnica ma anche e soprattutto, un processo critico che muove l’artista alla costruzione del suo caratteristico testo pittorico. I ritratti chiari e riconoscibili si mostrano allo spettatore come tempi e luoghi della memoria, emozioni passate e presenti, in un ricordo eterno che è anche senso di appartenenza ad una società e ad una nazione. Ha partecipato a numerose mostre ed estemporanee di pittura e ha ricoperto il ruolo di Assessore alla cultura presso il Comune di Serino (5 anni), proponendo attività didattiche e di laboratorio per avvicinare gli studenti delle scuole elementari e medie all’arte e alla bellezza, puntando principalmente alla conoscenza delle espressioni artistiche del territorio irpino.
Per informazioni
info@museoirpino.it
0825 790733 – 790734

