Sarà inaugurata giovedì 24 settembre alle ore 18, nelle sale espositive del Complesso Monumentale Ex Carcere Borbonico di Avellino, la mostra antologica “Il Verismo di Alfonso Grassi”, organizzata dalla Provincia di Avellino e dalla Fondazione Sistema Irpinia, in collaborazione con le Associazioni ArTeatro e Artis Suavitas e curata dal nipote dell’artista, il gallerista Alfonso Grassi jr.

Per la serata di inaugurazione è previsto l’intervento dello storico dell’arte prof. Vincenzo De Luca, già autore della monografia dedicata al Grassi Il tratto e il pensiero, (Edizione Ferraro); a seguire La letteratura che recita Grassi, voci e suoni della pittura: gli attori di ArTeatro, Emanuele Esposito, Michele Maffei e Regina Presutto, “recitano” i quadri di Alfonso Grassi accompagnati dai giovani musicisti del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, Simone Giliberti al violino e Giovanni Masi alla chitarra. Si replica sabato 3 ottobre con l’accompagnamento del percussionista Davide De Maio.

Sabato 26 settembre si terrà presso il Complesso Monumentale Ex Carcere Borbonico, anche il concerto per violino e oboe, Solisti a confronto, con il M° Renato Orciuoli e il M° Valentina Strino, giovani ma affermati musicisti con all’attivo numerosi concerti in Italia e all’estero.

L’impostazione della mostra tende a valorizzazione i beni culturali in rapporto con il territorio, permettendo che l’evento non risulti isolato ma sia oggetto di un’attenta politica culturale, articolandosi in una serie di appuntamenti teatrali e musicali, che coinvolgeranno giovani professionisti del settore.

L’esposizione comprende circa trenta opere del Grassi (tutti oli su tela e una litografia) dagli anni’30 agli anni ’90 del secolo scorso, un percorso cronologico che aiuta a recuperare l’evoluzione stilistica del pittore nell’arco di tutta la sua attività. Sei dipinti provengono dalla Pinacoteca del Museo Irpino di Avellino, tra cui l’Interno della Collegiata di San Michele di Solofra, Pellegrini a Montevergine e Miserie al sole. Di rilievo l’attenzione per gli affreschi a cui Grassi si applica dagli anni ’40 agli anni ’60, come quelli del Convento dei Cappuccini di Sant’Eframo Vecchio a Napoli o del Santuario di San Pantaleone a Borgo di Montoro, fino all’imponente ciclo di affreschi del Salone del Consiglio Comunale di Solofra che, nonostante avesse subito solo qualche lesione a seguito del sisma del 1980, è stato distrutto per volontà delle autorità locali.

 

Alfonso Grassi opera su delle costanti, vecchi e bambini, che acquistano diversi significati in relazione al mutare delle prospettive, è un artista che rinnova costantemente il proprio campo d’indagine, dando a vólti, forse simili, un’espressione e un tormento diversi. Ha una matrice culturale ben definita che affonda le sue radici profonde nel mondo della cultura dell’arte, dal Rinascimento all’Ottocento napoletano, fino alla pittura di Giorgio De Chirico; non c’è periodo ch’egli non conosca e che non abbia studiato ed approfondito, restando tuttavia sempre originale e vivace in ogni creazione. Si lascia trasportare dal sentimento o da una nota romantica, da un’emotività profonda, mai freddamente cerebrale o superficialmente decorativa, donando alle sue creature un’anima pura e pervasa di mistica intensità. Nulla vi è però di retorico, poiché egli rende solo ciò che vede e sente vibrare nel suo animo d’artista. Nei quadri di Grassi il verismo trionfa sulla degenerazione pittorica contemporanea, un verismo rispondente alle norme classiche perché egli non si lascia trasportare dalla moda dei vari «ismi» figli del Decadentismo, che hanno decretato la fine della realtà del come è o del come appare ai nostri occhi. Non si serve meccanicamente dell’osservazione acuta delle cose ma ne fa oggetto di spirituale elevazione. La sua è una pittura umana e sensibile, in un mondo in cui l’arte sembra tendere alla disumanizzazione e alla meccanicizzazione. Una pittura meditata, l’ultima a lume di candela, che riflette la poesia dell’essere umano, la dignità della condizione umana. Una pittura popolare ma anche colta, raffinata e universale. L’arte di Grassi non è provinciale, è un’arte che ha sollevato nell’universale il tema provinciale, ricercandone gli accenti umani e immutabili.

 

“Il Verismo di Alfonso Grassi”, Mostra antologica

Museo Irpino – Complesso Monumentale Ex Carcere Borbonico – Piazza A. De Marsico, 83100 Avellino

dal 24 settembre all’8 ottobre 2020

Inaugurazione, Giovedì 24 settembre, ore 18.00

L’ingresso è gratuito.

Orari della mostra:

dal lunedì al sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 20.

Per informazioni e prenotazioni: https://www.museoirpino.it/informazioni-e-visite/

info@museoirpino.it

tel. 0825790733/734