Descrizione Progetto

Piastra da 120 grana di Ferdinando IV di Borbone

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OGGETTO
Piastra da 120 grana di Ferdinando IV di Borbone
AUTORITÀ EMITTENTE
Regno di Napoli – Ferdinando IV di Borbone
MATERIA E TECNICA
Argento / Coniazione
PROVENIENZA
Incerta
ZECCA
Napoli
DATAZIONE
1791 d.C.
MISURE
Peso: 27,10 gr.; diam. 40 mm.
COLLOCAZIONE
Carcere Borbonico
SEZIONE
Deposito
SALA
10

D/ Busti accollati dei sovrani volti a destra. In basso, P (Domenico Perger, maestro incisore). In legenda: FERDINANDVS IV ET M. CAROLINA VNDIQ.[ue] FELICES (Ferdinando e Carolina ovunque felici)
R/ Sole che illumina il globo terrestre con fascia dello zodiaco con i segni della Bilancia, dello Scorpione, del Sagittario e del Capricorno. A sinistra del globo le sigle AP/M (Antonio Planelli, maestro di zecca e Raffaele Mannara, maestro di prova). Ai lati del globo la data 1791. In legenda: SOLI REDVCI (al sole che ritorna).

Battuta nel 1791 dalla zecca di Napoli, la piastra da 120 grana fu coniata in occasione del ritorno nel Regno dei sovrani Ferdinando IV di Borbone e Maria Carolina dopo una lunga assenza (i segni zodiacali sul rovescio della moneta stanno a indicare i mesi di assenza dei regnanti da Napoli). I sovrani andarono infatti a Vienna ad accompagnare le figlie Maria Teresa e Maria Luisa Amalia dopo il matrimonio avvenuto per procura con gli arciduchi d’Austria Francesco e Ferdinando. Diventando così Maria Teresa imperatrice d’Austria e Maria Luisa Amalia granduchessa di Toscana.
La piastra, ideata dall’avvocato Michele D’Urso, persona molto vicino ai reali, stava a simboleggiare la palpitante attesa per il rientro a Napoli dei sovrani da parte dei sudditi (ne è testimonianza la legenda sul rovescio “SOLI REDVCI”: “al sole che ritorna”).
Nonostante l’immediato successo della moneta tra il popolo, a Ferdinando il soggetto non piacque e decise di interrompere le emissioni senza, tuttavia, ritirare quanto già coniato.

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