Denaro di Federico II (1248)

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OGGETTO
Denaro di Federico II (1248)
AUTORITÀ EMITTENTE
Regno di Sicilia – Federico II di Svevia (1194-1250)
MATERIA E TECNICA
Mistura / Coniazione
PROVENIENZA
Incerta
ZECCA
Brindisi
DATAZIONE
1243 d.C.
MISURE
Peso: 0,82 gr.; diam. 17 mm.
COLLOCAZIONE
Carcere Borbonico
SEZIONE
Deposito
SALA
10

D/ Testa nuda di Federico II a destra. In legenda: + F(ridericus) • ROM(anorum) • I(m)P(e)R(ator) • SE(m)P(er) • AVG(ustus)
R/ Aquila volta a destra. In legenda: + • R(ex) • IER(u)S(a)L(em) ET SICIL(iae) •

Questo denaro in mistura fu fatto coniare da Federico II di Svevia molto probabilmente dalla zecca di Brindisi intorno al 1243. Sul tondello, facente parte della collezione del Museo e quasi certamente rinvenuto in territorio irpino, sono rappresentati al dritto la testa di Federico II e un’aquila volta a destra al rovescio. Quest’ultima, raffigurata anche sull’arme degli Svevi, era particolarmente cara al sovrano perché richiamava i fasti dell’antica Roma.
Come testimonia il “Novellino”, una raccolta di novelle toscane risalente alla fine del XIII secolo, l’imperatore si immedesimava a tal punto nella figura del nobile rapace da far mozzare la testa ad uno dei suoi falconi preferiti perché aveva osato attaccare e uccidere una giovane aquila:
Lo ’mperadore Federigo andava una volta a falcone; et avevane uno molto sovrano, che l’avea caro più c’una cittade. Lasciollo a una grua. Quella montò alta. Il falcone si mise alto molto sopra lei. Videsi sotto un’aguglia giovane: percossela a terra, e tanto la tenne che l’uccise.
Lo ’mperadore corse credendo che fosse una grua; trovò com’era. Allora con ira chiamò il giustiziere e comandò che al falcone fosse tagliato il capo perch’avea morto lo suo signore”. (Il Novellino, Novella XC)

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